Il “convitato di pietra” e la riapertura del Santuario della Madonna della Salute di Mestre

La festa della Madonna della Salute ha visto quest’anno una bella novità per la città di Mestre. Sì, perché anche a Mestre c’è una chiesa dedicata alla Madonna della Salute, di proprietà dell’Antica Scuola dei Battuti, ma diventata di recente Santuario cittadino. Domenica 18 è stata riaperta alla devozione dei fedeli e chi è entrato in pellegrinaggio per la celebrazione della Festa della Salute il 21 novembre ha trovato una chiesa completamente rinnovata. Grazie all’intelligente progetto dell’architetto Stefano Battaglia la chiesa della Madonna della Salute è tornata a risplendere e invita alla preghiera.

Uno “scrigno” ricco di numerose opere d’arte

La riapertura, ancora parziale perché la parte esterna ha bisogno di un ulteriore intervento conservativo, permette di apprezzare meglio le molte bellezze racchiuse in questo santuario. A cominciare dagli affreschi di Ernani Costantini che illustrano i momenti più importanti della vita della Madonna e che decorano i grandi spazi delle pareti principali. Ritornati visibili, aiutano a meditare e accompagnano alla preghiera. Ora si possono ammirare anche le figure degli apostoli nella zona alta dove si trovano le finestre della navata centrale e la Via Crucis. E ancora, sempre dello stesso artista, i santi patroni di Venezia (San Marco e San Lorenzo Giustiniani) e di Mestre (San Michele e San Lorenzo). Anche le vetrate sono importanti, opera del grande maestro vetraio di Murano Anzolo Fuga. E infine il portale, arricchito dalle formelle bronzee dello scultore Gianni Aricò. Un piccolo scrigno, insomma, che racchiude tante cose importanti che oggi si possono ammirare grazie al lavoro di ripulitura e a una nuova illuminazione.

Due mostre e il “convitato di pietra”.

Qualche giorno fa è stata inaugurata una doppia mostra, alla Galleria Laurentianum, per illustrare i lavori di restauro, e al Teatro Mabilia dell’Antica Scuola dei Battuti, per ammirare i bozzetti preparatori dell’opera di Ernani Costantini. Due momenti importanti e partecipati alla presenza di molta gente.  All’inaugurazione delle mostre c’era anche un “convitato di pietra”, come si usa dire. La presenza di una persona assente, conosciuta da tutti ma da nessuno nominata, don Gianfranco Pace: il “committente”, figura importante e decisiva, il parroco che, negli anni ’80, ha arricchito la chiesa della Madonna della Salute di tutte le opere che oggi, grazie a questo restauro, possiamo ammirare. Un grazie pubblico va detto anche a lui.

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