Una comunità riconoscente

In copertina c’è lui che dà da mangiare a un gabbiano in volo. Sullo sfondo si intravvede la chiesetta della Madonna dell’Angelo di Caorle dove è nato e, sulla destra, le cupole della Basilica della Madonna della Salute dove ha studiato per diventare prete. Fra il lui di oggi e le due chiese di riferimento dove è nato e dove si è preparato a diventare prete c’è tutto il contenuto di un libro strano e interessante. Lui è don Rinaldo Gusso, 88 anni portati in modo eccellente. Un giovane d’altri tempi. Il libro, un volume di 177 pagine, è strano e interessante perché non ha un autore, ma ne ha una cinquantina. Raccoglie infatti le testimonianze di altrettante persone che l’hanno conosciuto e amato e che, con questo libro, hanno voluto dimostrargli tutta la loro riconoscenza. Cinquanta autori e tantissime fotografie che raccontano i 48 anni passati da don Rinaldo come parroco di San Pietro Orseolo, a Mestre. Il 1° giugno del 1968 don Rinaldo è stato nominato parroco, si legge nel libro, di una parrocchia che non c’era: “allora non c’era una chiesa, né una canonica, né un patronato, ma… nemmeno le case perché il terreno era in attesa di bonifica e quindi nemmeno i parrocchiani”. Dal nulla don Rinaldo ha costruito una comunità cristiana vivace che, sabato 13 febbraio vigilia di San Valentino, patrono degli innamorati, ha voluto dimostrargli tutto il suo affetto e la sua riconoscenza offrendogli un libro scritto da loro, pieno di ricordi. La sua semplicità e immediatezza, il coinvolgimento delle persone, la cordialità, l’ottimismo hanno saputo costruire dal nulla una comunità viva e vivace. Don Rinaldo, ha scritto uno di questi autori, ha avuto la capacità di un maestro d’arte del mosaico nel ricercare tante piccole tessere di colore diverso e nel metterle insieme al posto giusto. Ne è uscito uno splendido mosaico che si chiama comunità cristiana di San Pietro Orseolo, cha voluto fare questo bel regalo al loro “don” che li ha accompagnati con intelligenza e amore per 48 anni a vivere un intenso rapporto umano nell’ascolto della Parola e nella celebrazione dell’Eucaristia. Vi assicuro che la lettura è interessante e per niente noiosa. Ci aiuta a capire la grande dose di umanità che don Rinaldo ha saputo donare e continua a donare a tantissime persone che gli hanno voluto e gli vogliono bene.    Pag 115

Don Rinaldo, un rammarico? L’essere stato rimosso dalla parrocchia per raggiunto limite di età, ma ancora in buona efficienza e salute. Una nota positiva? L’essere stato sostituito da un parroco, don Corrado Cannizzaro, che mi permette di continuare a condividere con lui la vita di questa splendida comunità, mentre ad altri, purtroppo, non è stato dato.

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