Italia: paese di analfabeti?

Mi ha impressionato quanto scritto sulla Stampa di qualche giorno fa a proposito di una ricerca dalla quale risulta che l’80% degli italiani è composto da “analfabeti funzionali”, cioè da persone che “si trovano in un’area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell’ascolto di un testo di media difficoltà”. Mi illudo che non sia del tutto vero, perché se lo fosse la situazione sarebbe molto allarmante. Però se è vero che a leggere si impara leggendo e comunicando ad altri quanto letto, temo proprio che sia vero, visto la bassa percentuale di lettori di libri.

Lo smartphone ha sostituito il libro

Una volta, non nella preistoria, ma solo fino a qualche anno fa, in vaporetto, in autobus, in treno si vedeva tanta gente intenta a leggere un libro. Oggi invece tutti, giovani e meno giovani, tengono in mano uno smartphone e “navigano”. Cercano, leggono, ascoltano, scrivono. Ma che cosa? Guardano immagini, leggono piccoli testi, scrivono “cinguettii”. Lo fanno tutti oggi, soprattutto i politici. E il risultato è quello proposto dalla ricerca riferita sulla Stampa. Un testo più lungo si fa fatica a scriverlo e si fa ancora più fatica a capirlo. Manca l’abitudine alla lettura, all’analisi e alla comprensione del testo e alla restituzione di quanto letto. Fatica quotidiana che si dovrebbe fare a scuola tutti i giorni dell’anno.

A questo punto io mi domando: Che sia per questo che siamo in presenza anche di tanto analfabetismo religioso? Temo proprio di sì. Anche la Parola di Dio ci è stata consegnata in un libro, che si chiama la Bibbia. Chi si prende la briga di leggerlo? E quando quella Parola viene comunicata attraverso l’omelia o altre forme di catechesi quanto viene capito se non c’è l’abitudine all’ascolto e alla fatica della comprensione?

Il prossimo 23 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Libro

Gli ottimisti dicono che il libro sta prendendo la sua rivincita. Pare di sì dalle tante iniziative e festival del libro che si fanno in giro per l’Italia. Pare di no quando si sale in un qualsiasi mezzo di trasporto pubblico.

Riprendiamo a regalare libri in tutte le occasioni possibili. Compleanni, cresime, matrimoni, ricorrenze di ogni tipo e riflettiamo su quanto ha scritto Umberto Eco: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”.

 

 

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