Venezia muore?

A Venezia, oltre ai residenti e ai turisti, vive anche una terza importante componente ed è quella degli studenti. Studenti delle superiori e 30.000 studenti delle Università. Molti di loro sono cittadini-studenti perché studiano e vivono in città. Frequentano i cinema e i teatri, comperano da mangiare nei negozi, si ritrovano nelle piazze, nei bar e nelle osterie.

In questo periodo si fa un gran parlare dell’emergenza Venezia. Secondo alcuni studiosi, siamo prossimi al collasso. Venezia è soffocata da 30 milioni di turisti che durante tutto l’anno la calpestano e ne mettono in pericolo il suo futuro. Il dibattito in questi giorni è molto acceso e tante proposte di soluzione sono sul tappeto di Comune e Regione. Una città non può vivere di solo turismo e quindi è necessario mettere un blocco a questa invasione e trovare strade alternative alla crescita e allo sviluppo della città.

Una soluzione proposta è quella di bloccare il flusso turistico con un numero chiuso di ingressi. E’ la proposta sostenuta dal Governatore del Veneto Luca Zaia. Facile da dirsi difficile da farsi. Infatti gli ingressi a Venezia non sono solo Stazione ferroviaria e Piazzale Roma, gli unici conosciuti e frequentati da Zaia per andare nei palazzi della Regione, ma, oltre al treno e alla gomma c’è anche la barca. Quante migliaia di turisti arrivano sulla Riva degli Schiavoni, soprattutto durante il periodo estivo, da Caorle, Jesolo, Chioggia? Per non parlare poi dei turisti che sbarcano dalle grandi navi.

Altra soluzione proposta è quella di gestire i flussi turistici. Ma come? Il sindaco dice che stanno studiando il problema. Aspettiamo. Siamo abituati ad aspettare. Da anni. Intanto l’Associazione albergatori domanda di mettere un limite a nuove licenze ricettive per non trasformare la città in un grande albergo diffuso. Così chiudi a Venezia e apri a Mestre. Quante migliaia di posti letto stanno sorgendo nei pressi della stazione ferroviaria? Così tutto quello che non ci sta a Venezia verrà scaricato a Mestre senza nessun vantaggio per Mestre.

I “cittadini-studenti”

All’apertura dell’anno accademico dell’Università di Ca’ Foscari, il Magnifico Rettore ha ricordato una cosa che pochi tengono presente. Sembra che Venezia sia frequentata solo dai residenti (sempre meno) e dai turisti (sempre di più). Il Rettore ha ricordato invece che oltre al flusso turistico che investe le zone centrali della città c’è anche un flusso molto importante di giovani che frequentano le scuole superiori e le università e che rendono vive molte zone della città non frequentate dai turisti. Molti di questi non sono pendolari, ma abitano anche in città. Spostamenti fra una sede e l’altra, la spesa nei negozi, le uscite serali in molte zone della città. Insomma c’è un terzo polo da tener presente e che per il Rettore sono “i cittadini-studenti che possono essere la linfa che rivitalizza la città”. Non ci si può limitare a parlare di loro solo perché disturbano la quiete serale dei pochi residenti. I “cittadini-studenti” sono giovani, sono il futuro, sono una ricchezza per Venezia e anche per Mestre.

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