Casa studentesca San Michele, un piccolo seme nel “deserto” mestrino

 

Martedì sera, ore 21.00. Settanta studenti universitari, ragazzi e ragazze che provengono da tutta l’Italia e anche da altri paesi del mondo, si ritrovano per l’incontro settimanale nel grande salone della loro casa, la Casa studentesca San Michele. Normalmente si celebra la Messa o si fa un momento di preghiera e poi si verifica l’andamento della Casa. Non è un collegio universitario, ma una Casa, la propria casa. Affidata alla responsabilità personale, in cui ognuno ha una sua mansione da svolgere e di cui rendere conto. Si definisce autogestione, sostenuta dalla responsabilità primaria di una ex della casa. Vengono ospitati solo universitari e universitarie che desiderano continuare un loro cammino di fede o che intendono riprendere in mano un filo interrotto dopo la Cresima, come succede il più delle volte. Ogni quindici giorni circa, la Casa si apre ad altri studenti che vivono a Mestre per condividere l’esperienza dei “Cercatori di Dio”. Aiutati da alcune guide adulte ed esperte, oltre un centinaio di studenti universitari si ritrovano per seguire uno dei cinque percorsi di fede proposti. Il cuore pulsante della Casa è una piccola cappella. Si chiama Emmaus, per ricordare che Gesù si mette a fianco dei due pellegrini scappati da Gerusalemme e li riporta a casa. E’ il luogo della preghiera personale.

L’Università a Mestre

La Casa studentesca San Michele si trova al Centro Santa Chiara, in via Carducci, dietro al Simply, in un grande fabbricato preso in affitto dalla parrocchia di San Lorenzo. E’ un piccolo seme posto nella città di Mestre, ricca di tante esperienze caritative, ma povera ancora nel settore della carità culturale. Ma Mestre sta cambiando anche su questo versante. L’Università ora è presente anche a Mestre, in via Torino. E lo sarà sempre di più. Tanti giovani universitari vivono a Mestre in appartamenti presi in affitto e studiano a Venezia o a Mestre o alla Gazzera, dove c’è lo IUSVE, l’Università dei salesiani. Il centro storico veneziano è ricco di strutture cattoliche destinate all’ospitalità degli studenti. Il Centro di Pastorale universitaria, sorto negli anni ’80, gestisce, a nome della Diocesi, la Casa studentesca Santa Fosca, la Casa del Redentore alla Giudecca e la Casa studentesca San Michele. Oltre duecento giovani che scelgono di vivere un’esperienza universitaria aperta a un cammino di fede.

Più attenzione al mondo della cultura

Ritorno al problema nostro, quello di Mestre. Diventa sempre più urgente renderci conto che anche l’attenzione al mondo della cultura e dell’università in particolare ha bisogno di essere preso in seria considerazione. Renderci conto che accanto alle opere di misericordia corporale esistono anche le opere di misericordia spirituale. Renderci conto che non esiste solo la pastorale degli “ultimi”, ma anche la pastorale dei “primi”, di quelli che occupano posti di responsabilità politica, tecnica, amministrativa, educativa. Renderci conto che se i “primi” non si convertono, gli “ultimi” diventeranno sempre più “ultimi”.

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