Due buone notizie

Due buone notizie

La prima buona notizia riguarda la pubblicazione della nuova enciclica di Papa Francesco intitolata “Fratelli tutti”. Papa Francesco l’ha firmata sulla tomba di San Francesco ad Assisi e ha preso in prestito da uno scritto del Santo il titolo “Fratelli tutti”, che resta lo stesso in tutte le lingue. Papa Francesco ha scritto e continua a scrivere tanto, ma di Lettere encicliche ne ha scritte solo tre. La prima nel 2013 (“Lumen fidei”), la seconda nel 2015 (la famosa “Laudato si’”) e questa terza sulla scia della precedente. La seconda e la terza prendono in prestito il titolo da San Francesco.

Fratelli tutti: “Con queste poche e semplici parole – scrive Papa Francesco – San Francesco d’Assisi ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita”. Fraternità. Ce l’aveva già suggerita la rivoluzione francese (liberté, égalité, fraternité), solo che la fraternità della rivoluzione resta solo un buon auspicio, perché non fa riferimento a un padre. E’ una fraternità non solo orfana, ma anche senza fondamento.

La seconda buona notizia ci riguarda più da vicino perché si tratta di un avvenimento successo a Mestre nei giorni scorsi e molto importante dal punto di vista culturale. Si tratta del Premio Mestre di Pittura 2020, che, giunto alla sua quarta edizione, ha assunto un carattere internazionale. 900 partecipanti da tutta Italia e anche dall’estero hanno dato a un premio locale un respiro internazionale. Le opere selezionate erano state esposte al Centro Candiani e il primo premio, una busta con 5.000 euro e l’esposizione dell’opera nel Museo d’Arte moderna di Ca’ Pesaro, è stato assegnato a Giuseppe Sciortino, un siciliano trapiantato a Firenze. A seguire numerosi altri premi hanno messo in luce l’estro artistico di molte persone, anche di giovani artisti. Il tutto in una memorabile serata il 3 ottobre al Teatro Toniolo, che doveva essere guidata dal famoso critico d’arte Philippe Daverio, mancato recentemente.

Ma l’applauso più grande e la riconoscenza dei mestrini va all’organizzatore di tutto questo, a Cesare Campa, presidente del Circolo Veneto e anima del Premio Mestre, che ha saputo dare respiro nazionale e internazionale a una cosa nata tutta mestrina. Peccato che se ne sia parlato solo a livello locale. Per la prossima edizione bisognerà interessare di più gli opinionisti locali e nazionali. L’evento lo merita.

don Fausto Bonini

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