Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato Gesù

“Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato Gesù”.  E’ l’annuncio che ogni anno risuona in tutte le chiese nella notte e nel giorno di Natale per dar voce a quanto è stato annunciato dagli angeli ai pastori nella notte a Betlemme duemila anni a. Luca lo racconta con grande ricchezza di particolari. E’ il primo livello di racconto, comune ai cristiani e ai musulmani. Nella Sura 19 del Corano, intitolata “Maria”, si racconta appunto, sulla falsariga di Luca, la nascita di Gesù dalla vergine Maria.

Ma c’è un secondo livello narrativo che è solo cristiano ed è quello che l’apostolo Giovanni ci propone all’inizio del suo vangelo: “Il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Quel bambino è Dio, ci rivela Giovanni. La fantasia poetica cede il posto alla riflessione teologica. In Gesù che è nato a Betlemme c’è il Figlio di Dio. E’ il Figlio di Dio che si fa uomo ed entra nella nostra storia.

“La Vergine è pallida e guarda il bambino. Lo guarda e pensa: Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. E’ fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. E’ Dio e mi assomiglia. E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive”. E’ un ateo che scrive queste cose. Un ateo, di nome Jean-Paul Sartre, che durante la guerra ha passato un Natale in carcere dove erano rinchiusi anche alcuni sacerdoti che gli hanno raccontato chi è quel Gesù che i cristiani festeggiano. E lo scrittore ha tradotto in linguaggio poetico lo stupore di quella nascita nel testo teatrale “Bariona, racconto di Natale per cristiani e non credenti”. Un Dio che si è fatto uomo e che si può scoprire, come suggerisce lui, solo ad occhi chiusi. Nella contemplazione di un mistero che supera quello che gli occhi del corpo possono vedere. Natale è la festa dell’incontro. Anche tra fedi e sensibilità diverse. Gesù unisce, non divide.

“Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”. Allora come oggi. La Parola che si fa carne rende visibile Dio e lo avvicina all’uomo. Per farci “figli di Dio” se lo accogliamo e “crediamo nel suo nome”.

 “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. In mezzo a noi? Dove abiti oggi, Dio? Quali sono le tue coordinate? Sicuramente abiti nel Mare Mediterraneo dove tanti bambini-Gesù muoiono annegati. Sicuramente in tanti bambini-Gesù che vivono e muoiono nella miseria di tante periferie delle grandi città. Sicuramente negli uomini, donne, bambini e vecchi, che scappano dalla miseria, dalla fame e dalla guerra e premono alle nostre frontiere. Sicuramente dove c’è sofferenza e morte. Gesù abita lì. Non è difficile da trovare.

Buona ricerca, amici, e buon Natale.

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